VUOTOCICLO

In memoria di Silvia Croce

Nata il 29 Dicembre 1923, era la quarta figlia di Benedetto Croce, la più piccola. La sua cultura era vastissima e, naturalmente, disinteressata, frutto della grande curiosità che l’animavano da sempre. Laureata in storia con il grande studioso Nico Cortese, era diventata un’esperta di cinema e di musica operistica. La sua passione per il melodramma si accompagnava ad una conoscenza profonda, sia sul terreno logico che su quello più leggermente ermeneutico di carattere estetico.
Accanto a tale importanza, classica e tradizionale, si accompagnava in lei un altrettanto profondo interesse per l’arte moderna per eccellenza, il cinema. A scorrere i Taccuini del padre, una storia diario sui generis, nel quale il filosofo appuntava meticolosicamente le vicende grandi e piccole della vita quotidiana, il nome di Silvia compare frequentemente, soprattutto in riferimento al cinema.
Dopo i giovanili anni che la videro impegnata nella saggistica Silvia Croce si prodigò nell’impegno culturale come organizzatrice e partecipò a battaglie politiche o, meglio diremmo, etico politiche nel senso più alto del termine. Dal 1993 fu presidente dell’Ente Morale Suor Orsola Benincasa e vicepresindete del San Carlo di Napoli. Dimostrà costantemente un spiccato senso pratico. Insieme alle sorelle istituì la Fondazione Biblioteca Benedetto Croce e seguì sempre con molto amore ed attenzione l’Istituto Italiano per gli Studi Storici e l’Università Suor Orsola Benincasa nella quale, negli ultimi anni, trascorreva gran parte del suo tempo.
Sono memorabili le sue battaglie a favore del paesaggio e dell’ambiente e quella, in particolare, nella quale si spese per liberare i locali del Palazzo Reale di Napoli e dell’immensa Biblioteca Nazionale, che indebitamente i gruppi regionali dei partiti politici avevano in parte occupato.
Nei modi e negli atteggiamenti di Silvia Croce abbiamo rinvenuto il senso più profondo e complesso della cultura liberale, dell’animus liberale al di là dei partiti e delle istituzioni. Fermezza di principii, tolleranza nei comportamenti, rispetto del passato ed apertura nei confronti del futuro, serietà dell’impegno, e garbata, sottile ironia.
Sono memorabili le sue battaglie a favore del paesaggio e dell’ambiente e quella, in particolare, nella quale si spese per liberare i locali del Palazzo Reale di Napoli e dell’immensa Biblioteca Nazionale, che indebitamente i gruppi regionali dei partiti politici avevano in parte occupato.
Nei modi e negli atteggiamenti di Silvia Croce abbiamo rinvenuto il senso più profondo e complesso della cultura liberale, dell’animus liberale al di là dei partiti e delle istituzioni. Fermezza di principii, tolleranza nei comportamenti, rispetto del passato ed apertura nei confrtoni del futuro, serietà dell’impegno, e garbata, sottile ironia.

Ernesto Paolozzi, “Libro aperto”

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