VUOTOCICLO

Marco Coppola

“Zap in” (video – 9:05)
Zap in: uccidere dentro, lentamente. Catturare nel vortice di immagini abituali per poi sprofondare nell’orrore di immagini raccapriccianti. Attirare l’attenzione per plasmare menti, svuotarle di senso e riempirle di consenso. Nell’ angolo di una stanza semibuia, una televisione accesa si erge arrogante, su un sostegno di libri chiusi. Un’affascinante musica di sottofondo (..slowly… save your mind..) creata dall’autore stesso, attira verso le scene trasmesse dalla tv, quasi ipnotizzando. La sedia vuota, posta di fronte al televisore, invita il visitatore a sedersi per assistere ad uno zapping non casuale e frenetico ma intenzionalmente scelto per dare un messaggio inequivocabile; servendosi di scene televisive quotidiane, provenienti dal mondo della politica, dello spettacolo, della religione etc., Marco Coppola, realizza, con grande ironia ed intelligenza, una sorta di video-denuncia del sistema mediatico, intenzionato a mettere in luce il ruolo della televisione come”arma di distrazione di massa” tesa maggiormente a colpire e sviare piuttosto che informare e formare. Come in un vero zapping, assistiamo a scene televisive di bassa qualità, contrapposte ad importanti riferimenti del mondo dello spettacolo; soprattutto uno è paradigmatico per la piena comprensione del lavoro di questo giovane e brillante artista: la citazione dell’ultimo verso dell’Inferno di Dante Alighieri, interpretato da Vittorio Gassman “E quindi uscimmo a riveder le stelle.” (Inferno XXXIV, 139) Immersi nello schermo, riusciamo in questo momento a capire il senso di un telescopio vicino alla finestra semichiusa: come Dante e Virgilio, dopo aver faticosamente attraversato l’ultima parte dell’inferno, contemplano il cielo stellato (un presagio del nuovo cammino di luce e di speranza dopo le tenebre precedenti), così necessita una rinascita della consapevolezza del pubblico, spostare lo sguardo dalle stelle della televisione alle stelle reali del cielo. Nella sua semplicità, l’installazione di Marco Coppola è coinvolgente e di grande impatto sociale e culturale. Come egli stesso afferma: “Urge un risveglio: risvegliare l’urgenza. Spegnere la tv e accendere l’esistenza.”

a cura di Daniela Da Vinci

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