VUOTOCICLO

Enrico Bovi

Enrico Bovi vive e lavora a Ferrara. Laureato in C.T.F., ha frequentato la Scuola Libera del Nudo presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. E’ passato da una pittura figurativa di gusto francese a lavori di carattere informale. La tecnica recente si basa su collage di carte, stoffe con applicazione di terre naturali, sabbie, acrilici, colori a olio, su tela e altre superfici.
Espone dal 1998. Sue mostre personali si sono tenute a Bologna, Ferrara, Padova,
Urbino, Mantova, Venezia, Parma. È presente un’opera dell’artista presso il Museo “Lucio Battisti” di Poggio Bustone – Rieti.“Progetto Ricamo” e “Progetto in bianco e nero” sono i progetti artistici che Enrico Bovi ha scelto di presentare alla terza edizione di Vuotociclo. Un’interessante spunto di riflessione del rapporto storicamente stretto e indissolubile fra arte e artigianato anima le rappresentazioni. Si intuisce un’esigenza percettiva completa nei confronti dell’opera, la voglia quasi di annusarla, tastarla e addirittura ascoltarla. La scelta evidente dell’artista è comunque il distacco e l’allontanamento da certe forme d’arte, che hanno corroborato l’astrattismo artistico – specie novecentesco – a discapito della radice fisica e sensuale delle opere d’arte. L’artista rinasce recuperando il suo ruolo di artigiano. Gli strumenti utilizzati sono quelli classici della pittura come supporto alla tecnica del collage, in cui sono usati materiali di recupero quali carte, stoffe, sabbie, terre, proponendoli nella loro valenza di riutilizzo e rinnovamento, altro elemento di rinascita. Proprio in questo contesto creativo nascono Progetto “ricamo” e il Progetto “in bianco e nero” partendo dal confronto della Calligrafia nel mondo occidentale e nel mondo arabo, dove la scrittura raggiunge una valenza estetica che la rende decoro per moschee e madrase. La scrittura diviene ricamo e ornamento, funzione completamente persa nel freddo e metallico occidente, in cui computer e cellulari la fanno da padrone. Il ricamo e la scrittura come ribellione, come estrema speranza di Rinascita.

a cura di Marco Coppola

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