VUOTOCICLO

Sala Melanconia

Le opere esposte nella “Sala Melanconia”, se pur stilisticamente differenti fra loro, hanno in comune il sentimento della melanconia che provoca una sorta di tristezza, a volte inconsapevole, che porta un soggetto a vivere in maniera passiva, senza prendere iniziative, adattandosi al flusso costante degli avvenimenti che lo circondano. Ricordiamo che la Fenice, simbolo e tema portante della III edizione della mostra d’arte contemporanea Vuotociclo, è rappresentata come un bellissimo uccello variopinto che intona una musica ritmica e melanconica quando sente l’avvicinarsi della morte. Allora la Fenice batte veementemente le sue ali piumate fino a quando si sprigionano scintille, che danno fuoco agli arbusti su cui si era adagiata e prendendo fuoco anche essa  si trasforma, poi, in cenere, dalle quali risorgerà una nuova Fenice, più bella e splendente di prima. Questa sensazione è presente nell’installazione In utero di Daniela Da vinci, opera sospesa tra la vita e la morte che genera un mix di sensazioni contrastanti e melanconiche. Emozionanti, inoltre, le fotografie del trittico Il buio non esiste di Andrea Pilia che evocano altri mondi, cosmi che la razionalità oculare umana di tutti i giorni lascia sopiti sul fondo del nostro inconscio, in virtù di quella melanconia che porta gli uomini a vivere in maniera passiva le proprie esperienze quotidiane.

a cura di Aurora Giacco

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