VUOTOCICLO

Michele Mautone

“Edicola con volatile” e “Fiore bianco”: due sculture che affascinano sia per i semplici materiali usati, sia per tutto ciò che suscitano in ogni spettatore, dalla malinconia, alla tristezza, alla speranza. Nella prima è particolarmente evidente il lavoro dell’Artista di strutturare ogni singola parte, che è in realtà anche un lavoro di destrutturazione delle forme, per lasciare spazio alla fantasia del fruitore, come nel completare l’immagine del volatile, introdotta solo dalla nitida forma del becco realizzato in legno. E se da un lato “Edicola con volatile” evoca alla mente una sorta di “prigione” per il volatile, dall’altro – come l’origine latina del termine ricorda – rappresenta un “tempietto”, una struttura di protezione.
La seconda invece lancia la percezione del fruitore da un punto al suo opposto: il fiore bianco, simbolo dell’infanzia o, in generale, dell’innocenza, abbandonato a terra porta subito a vedere l’opera con malinconia o velata tristezza, perché interpretato come simbolo di morte, abbandono, un qualcosa di finito, ferito; ma ecco che lo sguardo, procedendo verso l’alto, percepisce un sottile fil di ferro, che collega il fiore alle dita di una mano, e subito si accende un sentimento di speranza, perché tutto è ancora “recuperabile”, tutto può ancora “essere rialzato”, può ancora “rinascere”.

a cura di Pina Meriano

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