VUOTOCICLO

Imerio Rovelli

Imerio Rovelli nasce a Bergamo nel 1962. Diplomatosi PI nell’ 81, negli anni successivi inizia la sua attività creativa utilizzando pittura ad olio e ad acrilico, usa smalti, inchiostri, acquerelli, carboncino, sanguigne e matita. Frequenta corsi di scultura su pietra, marmo e alabastro, corsi di tecniche di incisione e corsi di disegno. Divenuto poi assistente di uno dei suoi maestri , realizza opere in bronzo a cera persa, in vetroresina, poliuretano e altri materiali. Nel 1995 inizia ad esporre ed in alcuni concorsi vince premi significativi. Alcune sue opere fanno parte di collezioni private, enti museali ed associazioni culturali, in Italia e all’estero.
La sua opera “Nebulosae_Resurrezione” rappresenta un corpo la cui vita è stata analizzata, studiata, probabilmente curata, che forse ce l’ha fatta (o forse no), a completare il suo ciclo e ora si dissolve e disperde perpetuamente, nell’aere, distribuita in candide nebulose “resurrescenti” composte da calde molecole lattiginose.
Quest’opera è inserita in una serie chiamata “Nebulosae” composta da una cinquantina di “dipinti”, tra i quali anche “Nebulosae_Procreazione”, raffiguranti in genere, cieli stellati e nebulose planetarie e stati onirici e visionari. L’artista ha ritenuto interessante applicare, in contrasto alle scure, lisce, sottili lastre radiografiche, strati densi, effervescenti, luminosi provocati da applicazioni di medicinali o altre sostanze effervescenti per sortire un effetto di notevole profondità e trasparente leggerezza.

a cura di Sara Contiello

Le opere di Imerio Rovelli attirano l’attenzione sia di appassionati d’arte, sia di chi magari ha un’indole meno artistica e più interesse all’ambito scientifico.
La rielaborazione delle lastre radiografiche rappresenta una rielaborazione della struttura umana, di quella prettamente interiore, contaminata però dall’ambiente esterno: questo il significato dei vari materiali con cui le lastre sono lavorate.
“Nebulosae_Procreazione” è una perfetta sintesi di questa rielaborazione: l’ovulo, elemento di rappresentazione della nascita biologica, circondato da stecchetti di plastica, solitamente utilizzati per il caffè, mostra un senso diverso di nascita e vita, viste come immersione in un mondo consumistico, cui il mercato del caffè rimanda. L’esterno invade quindi l’intimità e la natura delle cose, ma il materiale fluorescente che ricopre l’ovulo, quasi trabordandone, sembra portarci attraverso la luce anche la speranza in un capovolgimento di questo status.

 a cura di Pina Meriano

A cura di Sara Contiello

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