VUOTOCICLO

Francesco Giraldi

<<Ma oggi mi accorgo che la povertà ha mille facce e può spingere una persona ad essere anche cattiva per ottenere un po’ di attenzione>>: così Francesco Giraldi riassume il pensiero che si nasconde dietro “Scompiglio Napoletano”.
L’opera, come “Scossa Tellurica”, è segnata dall’attaccamento che l’Artista nutre per Napoli, e presenta la stessa commistione e unione di forme astratte diverse, confusionali, tracciate in modo leggermente violento, marcate. In alto sono raffigurati il santo padre e il santo protettore di Napoli, a matita, quasi sciolti dal dolore, ma si possono individuare: persone che piangono, una serie di numeri, mani… vortici che vengono immersi in una rete all’infinito e di fronte ai quali si finisce per sentire un senso di angoscioso smarrimento, ma anche la speranza che “la povertà dalle mille facce” di cui parla Giraldi non finisca davvero per annientare in modo così triste la ricchezza umana.

a cura di Pina Meriano

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