VUOTOCICLO

Concerto a Vuotociclo IV – Sankta Sango: le parole di Arcangelo Di Micco e James Dooley

MUSICA ACUSMATICA

Acusmatica” non è una di quelle parole che si incontrano nella vita di tutti i giorni. Acusmatiche erano le lezioni di Pitagora, che i suoi discepoli ascoltavano celato da una tenda, senza vederlo restituendo “all’udito la totale responsabilità di una percezione che normalmente si appoggia ad altre testimonianze sensibili”, come scriveva il pioniere Pierre Schaffer nel suo “Traité des objets musicaux”. L’acusmatica, insomma, isola il suono dal contesto visivo e si propone come fenomeno di per se stesso.

Musica acusmatica: musica delle macchine, generata da mezzi elettronici, ma soprattutto musica assoluta, che si riduce al puro fenomeno sonoro, in un processo di sottrazione che la allontana dal contatto con gli altri sensi, primo fra tutti quello visivo. Acusmatiche erano le lezioni di Pitagora, quando nascosto dietro una tenda sollecitava gli allievi alla massima attenzione verso la parola, lasciando all’udito la piena responsabilità della percezione.

Musica acusmatica , musica prodotta in studio sintetizzando ed elaborando i suoni con mezzi analogici o digitali e/o manipolando suoni concreti, registrata su supporto e diffusa mediante impianto di riproduzione-amplificazione senza presenza di esecutori dal vivo. Con quasi 60 anni di storia “ufficiale” , la musica acusmatica è un vero e proprio nuovo medium musicale le cui peculiarità tecniche di fruizione collettiva sono state individuate con chiarezza nella seconda metà degli anni ’70: suono diffuso mediante dispositivi di “proiezione”, altoparlanti disseminati nello spazio del “concerto”, sotto la direzione di un musicista-interprete alla consolle. Schematicamente si potrebbe dire che la proiezione acusmatica sta al concerto come il cinema sta al teatro: una nuova pratica musicale che necessita di sperimentazione, ricerca, spazi e vita autonoma. La consolle è il cuore del dispositivo di proiezione sonora: ogni traccia del supporto sul quale è fissata l’opera elettronica, è affidata ad un certo numero di canali del mixer. Ad esempio, nel caso di una composizione bifonica, la prima traccia sarà in uscita su 12 canali e la seconda su altri 12. In tal modo l’interprete acusmatico potrà controllare 12 coppie di altoparlanti (scelti con caratteristiche diverse ad es. contrabbassi, bassi, medi, alti ecc.. come se si dovesse allestire un coro o un’orchestra acustica) operando sui cursori della consolle. L’interesse crescente per la ri-creazione di opere acusmatiche in “concerto” reclama la definizione di un nuovo mestiere di interprete: il direttore di un “orchestra di altoparlanti”. Egli può agire sui cursori della consolle di proiezione anche con l’ausilio di “figure” di spazializzazione, può scegliere la qualità e il numero degli altoparlanti, il loro posizionamento in sala, filtraggi e interventi sul suono…

Nel video la presentazione della giornata a cura di Arcangelo Di Micco e l’intervista all’artista James Dooley

 

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Questa voce è stata pubblicata il novembre 7, 2013 alle 8:14 am. È archiviata in Uncategorized con tag , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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